lunedì 28 ottobre 2019

10 regole per giocare in serenità con i
vostri bambini


Il gioco è la dimensione esistenziale dei bambini: è la loro realtà. I bambini, infatti, attraverso il gioco imparano a vivere: non è solo un'attività che procura piacere, ma è funzionale alla loro crescita. Giocare significa sviluppare importanti abilità: dall'intelligenza creativa e sociale, alla manualità, alla coordinazione motoria.

Ma come deve rapportarsi con il gioco un adulto? Giocare con i figli può essere pesante, soprattutto dopo una giornata di lavoro. E le modalità di gioco possono risultare incomprensibili: noi genitori proponiamo un bel gioco educativo e nostro figlio ci chiede di fare il cagnolino al guinzaglio... e noi rimaniamo spiazzati. 

Ma cosa dobbiamo fare: assecondarlo o inventarci dell'altro?
Lo abbiamo chiesto alle  pedagogiste Elena Urso e Elisabetta Rossini che sul tema del gioco tengono dei laboratori dal titolo "Giochiamo insieme". 
"I genitori quando giocano devono assecondare i bambini e i loro desideri. Ma è sufficiente farlo per un quarto d'ora al giorno. Non c'è bisogno di diventare degli animatori per i propri figli, basta imparare a sfruttare tutte le possibilità di gioco che la quotidianità offre."

Ecco 10 consigli 

1 Con i piccolini basta la vostra presenza


"Con i bimbi piccoli è molto più facile giocare" spiegano le esperte. "A un bambino di uno, due anni, non importa tanto il gioco in sé, ma è più interessato alla presenza del genitore, che quindi può sedersi per terra vicino a lui e mettersi a scarabocchiare o fare delle costruzioni, seguendo le proprie inclinazioni. Il bambino non è ancora il comandante del gioco".

2 Lasciateli esplorare: così imparano a giocare da soli


Abituateli fin da piccoli a giocare da soli. Quando i bambini iniziano a muoversi, si divertono a esplorare l'ambiente. Quindi la cosa migliore è mettere in sicurezza un mobile con dei cassetti che il piccolo può tranquillamente aprire, chiudere e tirar fuori tutto quello che c'è dentro. 
In questo modo non solo accrescono la loro autonomia, ma sviluppano anche il piacere di giocare da soli che poi gli rimarrà per tutta l'infanzia. 


3 Assecondatelo al gioco: "facciamo finta che"


Quando sono un po' più grandi, dai tre anni, il gioco per loro più importante è quello di fantasia, il "facciamo finta che". Spesso questa tipologia di gioco è difficile da seguire per un genitore che non riesce a immedesimarsi nel pensiero magico del piccolo, il quale davvero vive il "facciamo finta" come realtà.

"Quando il bambino chiede di giocare con lui a questo gioco, il genitore deve assecondarlo: se vi chiede di giocare alla fattoria e voi dovete fare la mucca, anche se magari per voi non è molto divertente, dovete fare come dice. Questo tipo di giochi sono i più utili allo sviluppo dell'intelligenza creativaMagari potete provare a fare delle proposte per personalizzare il vostro ruolo, ma senza incaponirvi se il piccolo non è d'accordo. E' lui il regista del gioco di ruolo. Ma non preoccupatevi, non dovete passare la giornata a far la mucca: prima di iniziare dichiarate al piccolo che giocherete 15 minuti, poi dovete passare alle vostre attività di adulto.

Ovviamente devono essere 15 minuti totalmente dedicati, senza cellulare né interferenze. Potete mettere una sveglietta sonora, oppure dare un altro parametro: "giochiamo fino a quando arriva papà". Poi rassicuratelo: continuerete il gioco domani. L'importante è dare regole chiare che orientino i bambini e insieme dare anche una prospettiva positiva: "lo rifacciamo domani"". 


4 Inventatevi dei giochi da fare nel quotidiano


Oltre al momento di gioco esclusivo, potete sfruttare tanti momenti del quotidiano e trasformarli in giochi divertenti per lui e utili per voi.

Alcuni esempi.
Portateli al supermercato e inventatevi il gioco: "cerca la pasta con la confezione blu"; oppure: "metti nel sacchettino tre mandarini...".

A casa potete chiedere il suo aiuto per stendere i panni: "passami la molletta rossa per la canottiera...". In questo modo, oltre a divertirsi, apprende anche i nomi degli indumenti.

Anche in cucina ci sono tanti spunti di gioco.  
Fategli piegare i tovaglioli e tagliare la mozzarella (usando coltellini dalla punta arrotondata ma che taglino, altrimenti sarà solo frustrante), per lui sarà divertente e utile per allenare la manualità fine.

Oppure fatelo impastare, molto più emozionante che impastare le paste modellabili in commercio. Infatti impastando non solo la manipola, ma anche scopre come gli elementi dalle diverse consistenze si possono trasformare: la farina polverosa unita all'acqua liquida diventa una pasta morbida....
E non preoccupatevi se le prime volte mettendo le mani in pasta si arrabbierà sentendosi sporco, (per i piccoli lo sporco è una violazione del corpo). Nel caso interrompete e riprovate dopo qualche tempo. Piano piano lo abituerete a "sporcarsi".

5 Quando gioca da solo non disturbatelo


Quando un piccolo è nel suo mondo di gioco con le sue macchinine o bamboline e lo sentite parlottare e giocare, non disturbatelo. E' nel suo mondo "magico", sta vivendo una realtà molto importante per la sua crescita. Non pensate: "poverino è lì da solo, ora gli propongo di fare un "puzzle" assieme". Il vostro intervento sarebbe solo un'intrusione. Il vostro piccolo sta imparando che dentro di sé ha le risorse necessarie per gestirsi.


6 Lasciatelo vincere


Quando giocate con vostro figlio a fare una gara o a un gioco "strutturato" come il gioco dell'oca o il memory, lasciatelo vincere. 

Fino ai sei, sette anni i bambini devono essere liberi di sperimentare la loro onnipotenza. Non sono ancora in grado di mettersi nei panni dell'altro. Perdere per loro sarebbe solo un'inutile frustrazione, una crudeltà. Dopo i sette anni solitamente c'è uno scatto di crescita, capiscono le "regole del gioco" e sono pronti ad accettare la sconfitta. 
Ovviamente questo vale per quando giocano con un adulto; se si tratta della sorella maggiore il piccolo capisce che l'altro è più forte, ed è più disposto ad accettare di arrivare secondi. 


7 Limitate i giochi educativi


I genitori sono spesso ansiosi di regalare ai figli giocattoli educativi e didattici che stimolino l'apprendimento. "Ma fino ai sette, otto anno i giochi che maggiormente contribuiscono alla crescita sono quelli meno strutturatiil "facciamo finta", i giochi del quotidiano, come abbiamo visto sopra, i travestimenti o bambole e macchinine che danno la possibilità al piccolo di inventarsi le sue storie. I giochi strutturati (es. puzzle o giochi sonori...), invece, sono molto meno interessanti perché funzionano in un unico modo.
Fatto il puzzle una volta, è sempre uguale. Invece, il mondo delle bambole, i travestimenti, i dinosauri... permettono tante possibilità di gioco, stimolano l'immaginazione e la creatività.

E ovviamente via libera a tutti i giochi all'apertoAnche quando piove o fa freddo, copriteli bene e portateli fuori: saltare nelle pozze, arrampicarsi sugli alberi, correre, camminare, raccogliere le foglie, sono tutti giochi da incentivare, fondamentali per la coordinazione motoria. 


8 Leggetegli libri e raccontategli la sua storia


Un'altra attività da fare con i bambini è leggere. I libri stimolano il linguaggio e sono l'occasione di passare un momento tranquillo con mamma e papà. Rispondete alle loro domande sulla storia, osservate le figure, create un dialogo.
Verso i quattro anni raccontategli la storia di chi sono, chi erano i vostri nonni, i vostri fratelli... Per loro è importante sentire la loro storia familiare, è una magia, un gioco e contribuisce a formare la loro identità personale.


9 Non intromettetevi quando gioca con altri bambini 


A volte, quando non siete voi il compagno di gioco di vostro figlio e vi capita di osservarlo giocare con un altro bambino, vi stupite perché quasi non lo riconoscete. Il piccolo che con voi è un "dittatore" del gioco, con l'altro bambino è un gregario, quasi succube.
Ma non preoccupatevi, gli adulti vedono il gioco con parametri diversi dai piccoli.
"Tenete presente che fino ai cinque anni due bambini giocano insieme solo se uno è più forte. Non esiste la negoziazione. Ci deve essere un capo e un gregario. Se vi sembra che vostro figlio ricopra sempre questo ruolo e sia succube dell'altro, trattenetevi e non intervenite. In realtà è probabile che vostro figlio si stia divertendo un sacco, gli piace quel ruolo, lo sta sperimentando, magari è un bambino più riflessivo e che non ama esporsi... state tranquilli: se a  cinque anni si diverte a fare il gregario, non vuol dire che  lo sarà nella vita". 

Che fare invece quando il gioco tra amichetti si interrompe per un litigio?
"Sotto i cinque anni anni litigare fa parte del gioco. Inoltre in questo modo imparano a gestire il conflitto. L'adulto non deve intervenire (a meno che non degeneri in maniera violenta).
Dai sette anni un adulto può dividere i due litiganti, ma  senza colpevolizzare una delle parti. Basta chiedere che cosa è successo e cercare insieme una soluzione".


10 Limitate l'uso del tablet e i giochi digitali


E come comportarsi con i giochi digitali? 
"Senza demonizzare il tablet, che può essere certamente utile nei momenti difficili (un viaggio, una lunga attesa...), bisogna dire che è uno strumento davvero poco utile allo sviluppo dei piccoli. E' un dispositivo in realtà molto primordiale (si è visto che lo imparano a usare in fretta anche le scimmie!). Quindi il tempo che i piccoli ci passando davanti, se non proprio dannoso, è sicuramente inutile. Il genitore può concederlo qualche volta ma sempre limitando il tempo.
Leggi anche: Apprendimento bambini, limitare l'uso di tablet e smartphone
Un discorso un po' diverso vale per la televisione che può essere un bel momento di relax, magari dopo cena da vedere tutti assieme. L'importante è non lasciare un piccolo da solo davanti a uno schermo. Se proprio un genitore ha da fare, basta ogni tanto dare un occhio a cosa sta guardando, fare qualche commento, in modo che il piccolo ne senta la partecipazione. Ovviamente il tempo deve essere limitato e regolato dai genitori". 

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